Assistente sessuale per disabili o Bambola Sessuale?

Gli stereotipi sulla sessualità delle persone disabili non esiste solo in Italia. Tuttavia, altri governi destinano risorse e normative che tutelano maggiormente anche i diritti legati all’espressione della sessualità di questo collettivo. Ne è un esempio l’istituzione dell’assistente sessuale per disabili.

Vuoi sapere che cos’è l’assistenza sessuale per disabili e cosa fa un operatore sessuale? Ti spieghiamo tutti i dettagli di questa figura professionale in questo articolo.

Chi è l’assistente sessuale?

L’assistente sessuale è un individuo, uomo o donna, che lavora in collaborazione con un terapeuta o uno psicologo per migliorare il benessere delle persone disabili. Si occupa in modo particolare della sfera sessuale e intima.

Gli assistenti sessuali in Italia rientrano in una categoria professionale ancora poco diffusa e in attesa di legalizzazione. Un’attesa che crea disagio e solleva molte questioni sul diritto alla libertà di scelta e sessualità delle persone disabili come sottolinea anche il documentario “The special need” di Carlo Zoratti.

 

Questa figura professionale è invece legalmente riconosciuta in vari paesi europei come Danimarca, Olanda, Belgio, Germania e Svizzera. In altri come la Francia il dibattito sulla legalizzazione dell’assistente sessuale per disabili è molto caldo e l’attuale governo è aperto alla liberalizzazione della professione dell’assistente sessuale.

Come dicevamo, in Italia la professione è ancora assente a livello istituzionale ma esistono già dei corsi di formazione con tirocinio che rilasciano un attestato.

Il comitato LoveGiver, fondato da Max Ulivieri, è uno dei primi ad aver sollevato pubblicamente la questione della necessità di questo tipo si assistenza ai disabili e presentato una proposta di legge (in attesa di firma in Senato dal 2014) per la sua legalizzazione. Inoltre, organizza corsi di formazione e convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Cosa fa esattamente l’assistente sessuale?

Un assistente sessuale si dedica ad accompagnare le persone con disabilità fisiche e psichiche nella sperimentazione della sessualità. Questo può voler dire molte cose, perché ogni individuo può avere desideri, curiosità e bisogni distinti. Scoprire e sperimentare la sessualità può significare ricerca di affetto, provare e riconoscere sensazioni, esplorare il proprio corpo e quello altrui, essere consapevoli del significato delle sensazioni e delle emozioni che si possono vivere nella sfera intima per poterle riconoscere e gestire.

Per questo motivo il lavoro di questi assistenti è presenziale, si basa sulla comunicazione e la fiducia reciproca e prevede il contatto fisico.

Per capire meglio la funzione di questa figura specializzata consigliamo la visione del film “Because of my body” del regista Francesco Cannavà e scritto in collaborazione con Andrea Paolo Massara. Il documentario è stato reso possibile grazie all’appoggio dell’associazione LoveGiver e un crowdfunding da questa organizzato. 

 

L’assistenza sessuale vuol dire prostituzione?

No, il ruolo dell’assistente sessuale non è quello di offrire prestazioni sessuali per disabili.

Per questo è sbagliato considerare questa figura una o un professionista del sesso o escort .

Chi pratica la professione dell’assistente sessuale per disabili, invece, è una persona che ha superato una serie di test psicoattitudinali e si è formato con specialisti in psicologia e sessuologia. Solo dopo un determinato percorso di formazione, un tirocinio e aggiornamenti continui può esercitare la professione assistendo le esigenze sessuali di persone con diversi tipi di disabilità.

L’assistenza, dunque, può comprendere una serie tecniche: massaggi, contatto fisico, stimolazioni, supporto emotivo, momenti di intimità, accompagnamento ad una masturbazione con vagina finta in silicone sana e soddisfacente e il raggiungimento dell’orgasmo, se richiesto dall’assistito.

Sessualità e disabilità: quando diventa un problema?

Le difficoltà possono essere molte quando si parla della sfera sessuale e intima dei disabili. Dai problemi fisiologici, come l’assenza di erezione o l’incontinenza, fino a quelli legati alla mobilità e i deficit psichici.

Nonostante, secondo la testimonianza di persone con diversi tipi di disabilità intervistate da Saverio Tommasi su fanpage, il vero problema è costituito dalle barriere mentali e sociali. Puoi seguire le interviste in questo video: 

In altre parole, se i deficit fisici e mentali con maggiore o minore complessità si possono superare con l’aiuto di operatori e operatrici sessuali per disabili, accessori erotici o con la complicità del partner, come abbiamo già spiegato nell’articolo “Sesso e disabilità”, lo stereotipo del disabile asessuale è difficile da abbattere. Nella maggior parte dei casi è proprio questo pregiudizio a creare i maggiori blocchi e insicurezze. Non solo nelle persone con handicap ma anche in chi le frequenta e nei loro familiari.

A questo preconcetto se ne aggiungono altri come, per esempio, la tendenza a pensare che un disabile non può avere un compagno o una compagna sentimentale e chi l’accompagna è per forza un assistente, un familiare o un’amico; oppure pensare che una persona con disabilità non sente pulsioni sessuali come il resto delle persone; o ancora, che una persona disabile non possa vivere una vita normale.

Come il resto degli esseri umani, il disabile non solo ha il diritto di provare piacere sessuale ma anche, e soprattutto, quello di godere del benessere che offre una sessualità sana.

Assistente sessuale: così viene risolto il problema della sessualità nei disabili?

Indubbiamente, l’educazione sessuale è molto importante per le persone con disabilità e non solo. Ma la legalizzazione di figure professionali come gli assistenti sessuali è solo un primo passo verso la rottura dei tabù che non ci permettono di capire ed accettare la sessualità dei disabili.

Sarebbe interessante contemplare anche altre misure che possano facilitare la scoperta dell’intimità e della sessualità, e preparare i disabili a vivere con serenità quello che è per tutti uno degli aspetti più importanti della vita: il sesso.

In alcuni paesi come gli Stati Uniti e il Giappone, per esempio, gli uomini disabili hanno accesso a trattamenti che permettono l’erezione e l’eiaculazione. Anche gli accessori erotici sono riconosciuti come essenziali e vengono utilizzati per la stimolazione sessuale dai single e dalle coppie.

Le real sex doll, invece, sono bambole per il sesso realistiche in silicone già disponibili in molti paesi in Europa, tra cui l’Italia. Acquistate da coppie e single di ogni orientamento sessuale vengono scelte per i motivi più svariati: divertimento, prime esperienze, mancanza di tempo per le relazioni, provare nuove avventure quali il sesso a tre, difficoltà con l’altro sesso o per collezionismo.

Queste bambole sessuali, anche se molto realistiche, non sostituiscono il rapporto con una persona in carne ed ossa ma possono essere utili per rendere più piacevole la vita sessuale. Soprattutto, non hanno pregiudizi e possono anche essere d’ausilio nella riabilitazione o formazione sessuale delle persone con traumi o handicap.

La sessualità ricopre un ruolo importante per il benessere psico-fisico di ogni persona e per viverla al meglio deve essere capita e vissuta con apertura e serenità. Perché una persona disabile non dovrebbe godere della libertà di scelta sessuale e decide come essere felice e sentirsi appagata?